Venerdì 23 febbraio alle 19. Ingresso libero

 

20 DAYS IN MARIUPOL 

Venerdì 23 febbraio ore 19

A seguire cineforum a cura del professor Giuseppe Villella

Ingresso libero

 

UCRAINA 2023 – 94′ | Lingua: Ucraino, inglese e russo | Sottotitoli: Italiani

Trailer: https://www.cineagenzia.it/film/20-days-in-mariupol/ 

 

SINOSSI

Alla vigilia dell’invasione russa dell’Ucraina, una squadra di giornalisti entra nella città portuale di Mariupol. Durante il successivo assedio, mentre cadono le bombe, gli abitanti fuggono e l’accesso a elettricità, cibo e acqua è interrotto, i reporter, unici rimasti, lottano per raccontare le atrocità della guerra, finché circondati dai soldati russi si rifugiano in un ospedale, in trappola. Le loro immagini, diffuse dai media mondiali, documentano morte e distruzione, e smentiranno la disinformazione russa. Di fronte a tanto dolore il regista e giornalista ucraino Mstyslav Chernov si chiede se filmare ancora possa fare qualche differenza, ma sono gli stessi cittadini di Mariupol a implorarlo di continuare, perché il mondo sia testimone.

 

BIOGRAFIA

Mstyslav Chernov è un giornalista e reporter vincitore del premio Pulitzer, membro di The Associated Press e presidente dell’Associazione ucraina dei fotografi professionisti. Da quando è entrato a far parte di AP nel 2014, ha seguito i principali conflitti, crisi sociali e ambientali in Europa, Asia e Medio Oriente. È stato nominato giovane talento del 2015 e cameraman dell’anno 2016 dalla Royal Television Society inglese. Più recentemente, Chernov ha documentato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Insieme al collega di lunga data Evgeniy Maloletka, Chernov ha filmato l’assedio di Mariupol, mostrando al mondo le testimonianze dirette degli attacchi russi alla città. Il coraggioso reportage di Chernov da Mariupol gli è valso il Pulitzer Prize for Public Service 2023.

 

DICHIARAZIONE DELL’AUTORE

Quando ero adolescente in Ucraina, nella città di Kharkiv, a solo 20 miglia dal confine russo, come parte del programma scolastico ho imparato a maneggiare una pistola. Ma sembrava inutile: l’Ucraina, pensavo, era circondata da amici. Da allora ho seguito le guerre in Iraq, Afghanistan e nel territorio conteso del Nagorno Karabakh, cercando di mostrare al mondo la devastazione in diretta. Ma quando nell’inverno 2022 gli americani e poi gli europei hanno evacuato il personale delle loro ambasciate dalla città di Kiev, e ho analizzato sulle mappe l’assembramento delle truppe russe proprio di fronte alla mia città, non ho potuto che pensare: “Oh mio povero Paese”. Nei primi giorni di guerra, i russi hanno bombardato l’enorme Piazza della Libertà di Kharkiv, dove avevo passato i miei vent’anni. Sapevo che le forze russe avrebbero considerato la città portuale orientale di Mariupol come una conquista strategica, per la sua posizione sul Mar d’Azov. Così la sera del 23 febbraio mi sono diretto lì insieme al mio collega Evgeniy Maloletka, fotografo ucraino dell’Associated Press, con il suo furgone Volkswagen bianco. Durante il tragitto, ci siamo preoccupati di non avere abbastanza ruote di scorta, e abbiamo trovato online un uomo nelle vicinanze, disposto a vendercele. Abbiamo spiegato a lui e al un cassiere del negozio di alimentari aperto tutta la notte che ci stavamo preparando alla guerra. Ci hanno guardato come se fossimo pazzi. Arrivammo a Mariupol alle 3:30. La guerra iniziò un’ora dopo. Mstyslav Chernov.

 

STAMPA

“Un coraggioso, viscerale e impietoso capolavoro”

The Guardian

“Una sintesi di un’atrocità ancor più grande, un esempio di come la verità della guerra nel suo complesso si possa scoprire nelle immagini di un ospedale, di una tomba, di un bambino”

The New York Times

“Un frastornante monito sulla brutalità e banalità della guerra”

The Wall Street Journal

 

𝑪𝒊𝒗𝒊𝒄 𝑼𝒑 è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

 

#giornalismo  #guerra  #Russia #Ucraina